"La giovinezza" è un lungo racconto collettivo in cui ciascuno trova la sua storia.
Quando si è giovani si hanno gli stessi desideri. Oggi molti giovani curano il loro corpo frequentando palestre e beauty center, altri vogliono vivere in sintonia con se stessi e
l'ambiente. A volte sono apatici, poco interessati ai problemi sociali di cui non vedono una soluzione. Spesso preferiscono non esprimersi in politica ed in altri campi. Esitano a diventare
adulti. Fanno fatica a trovare un lavoro stabile e si fanno mantenere dai genitori. Si divertono. Viaggiono con pochi euro. La società li considera "bamboccioni". La giovinezza è la primavera
dopo l'adolescenza. La fase adulta secondo la scienza ha inizio con l'arresto della crescita generale. Per la ricerca scentifica le donne diventano adulte intorno ai 22/24 anni. I maschi un pò
più tardi intorno ai 25/27. L'età giovanile è invidiabile perchè riesce a convivere con "il prima" e con il suo "poi". Tutti o prima o dopo diventano adulti. E' la
maturità che avanza e ci fa invecchiare.
Nella mitologia greca Ebe è la divinità della giovinezza. La giovinezza, fu un tema prediletto dai maggiori pittori e scultori neoclassici, Canova per primo. Franco Berardelli era
amante della vita in tutte le sue manifestazioni, scrive Foderaro. Egli era appassionato di pianoforte e del ballo,abile schermitore, conoscitore perfetto del greco, latino,
francese e inglese. Berardelli è il poeta della giovinezza, sognare, cantare spegnersi furono i suoi ideali. La poesia "Alla giovinezza" è stata scritta evidentemente dopo una molteplice crisi
della malattia. " ...Tinvoco fra le coppe di biondo liquore, tra i baci lussuriosi di etera, tra le danze ferventi tra il fluttuare immenso di strascichi lievi di seta.."
E' l'insistenza che Berardelli rivolge a Ebe. Finchè fù in vita l'ancella della gioventù lo nutri di nettare e ambrosia.
Alla giovinezza
Ebe, forma bellissima di giovane donna / e di sogno. Pallida bianca donna. / Pallido bianco sogno sogno. / Trasvolante nell'aria con l'agile piede / del vento lieve come fantasima: / come un velo
d'etera. / Cresciuta nel deserto: cresciuta ne la / solitudine ! / Nata lungi dagli uomini, quasi in / un nimbo d'oro. / Trasvolando nell'aria tu lasci, i profumi / inebbrianti / Nelle fervide e
sane vene d'adolescenti./ Sulle teste canute ti pieghi si come il ricordo / D'un'età ch'è passata, d'un'età che non torna./ Come un sogno al risveglio : un rapido sogno svanito/
Triste, nella fumea densa della mattina./ Ebe, donna bellissima, creata nel sogno dell'ora. / Fuggente, dall'aurora, dal tramonto del sole. / Ebe, sogno bellissimo, creato da muliebri
mani. / Dolce come carezza, dolce come l'oblio./ O Giovinezza eterna, dal pallido volto di statua/ Lieve come un fantasima, come un velo / d'etera che serbi nella membra, sul volto / il tramonto
del sole./ La pallidezza diafana dell'aurora e dell'Alba, / che serbi nella membra la verginità di fanciulla. / Per cui sogno è la vita, sogno il gaudio e l'amore./ T'invoco fra le coppe di
biondo liquore, tra i baci lussuriosi di etera/ tra le danze ferventi tra il fluttuare immenso di / strascichi lievi di seta./ Di occhi tondi neri, di bionde capigliature,/ Quando una dolce
musica, con ritmo eguale / ed ardente. / Par si confonda all'aria: par si confonda all'anima./ T'invoco nella danza fervente, là, dove le labbra / S'uniscono nel fremito delle giovani membra.
Franco Berardelli
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