Durante le vacanze estive trascorse in Calabria, ho avuto l'opportunità di leggere a l'ombra di un ombrellone "Un poeta della vita" di Sebastiano Nello Maruca.
Il tascabile pubblicato nel 1978 dalla Casa Editrice Pellegrini di Cosenza, è un'attuale biografia su Franco Berardelli. L'esame dell'opera del poeta è condotta da Sebastiano Maruca
attraverso liriche estratte da "Voci della notte","Penduli di mughetto","Odi barbare" e "l' Altra cosa bella". Scelta poetica legata ai grandi temi della Meraviglia e della Morte. Attraverso
la lettura del libro di Maruca, ho amato con nuovi occhi la poesia di Berardelli, e riscoperto alcuni motivi nuovi che hanno caratterizzato la inquieta Italia dei primi del
Novecento.
Arata in profondità la materia classica, esauriti i temi e le forme della poesia greca e romana dal Carducci e dai carducciani, il Novecento non ha più niente da
scoprire nel passato e si volge soprattutto a interrogare se stesso.
Verso la fine del Novecento la cultura italiana appare in crisi, si ricercano forme nuove, si tentano nuovi schemi.
Dalla Francia arrivano le suggestioni del parnassianesimo, del simbolismo, dello estetismo; il movimento letterario italiano abbandona i temi sociali del verismo e il tono discorsivo della poesia
in nome dell'arte pura, intesa come espressione di un mondo individuale e circoscritto; ne nasce la poesia sensuale ed estetizzante del D'Annunzio, quella simbolista del Pascoli dopo
l'esperienza del crepuscolarismo del Gozzano.
Berardelli si sente più vicino al Gozzano dei rimpianti e al D'Annunzio della stanchezza dei sensi. Come dice Palazzeschi: "Dopo i tromboni dell'Ottocento cantarono gli strumentini, i legnetti,
gli oboe, i flauti, gli uomini che invece di fare la voce grossa, sinceramente mantennero quella di fanciulli";
Corazzini, Gozzano e Berardelli erano fanciulli e cantarono quel loro piccolo ed inutile piangere, quel loro dolce morire, quel loro triste e dolce sognare: la Vita.
PREMESSA - Un poeta della vita : Franco Berardelli - di Sebastiano Nello Maruca, ed. Pellegrini -
1978 -
UN TRENO VERSO IL TRAMONTO
Un musico suono di piano / mi giunge all'orecchio, morente, / da un mare lontano lontano./ Sì...sì ! Ciò che qui non si sente, / quel dolce sapore, quel canto, /
l'udìì traversar lentamente / con eco di lugubre pianto; / svanire lontano lontano; / svanir con un triste rimpianto. / E il treno si mosse pian piano...
Da -"Penduli di Mughetto" - Franco Berardelli
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