Sabato 26 settembre 2009
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La poesia di Berardelli non si allontana mai dalla tradizione classica. Dal canto pieno, non aspira ad un andamento
prosaico, discorsivo fatto a mezza voce. I temi di Berardelli si trovano nella tradizione ottocentesca e nella poesia inglese e francese. Pur se lesse "Canto nuovo" e "Alcyone" di Gabriele
D'Annunzio, si formò nella "casa paterna", dove il padre alto magistrato e amante dell'arte, lo avvicinò presto alle opere di Campagna Giuseppe, Domenico Mauro e Nicola Misasi letterati
calabresi, ma sopratutto a Giosuè Carducci e Giovanni Pascoli. La tradizione classica romantica agì come da catalizzatore dei suoi sogni di vita inimitabile, all'attivismo, alla mitologia
del super uomo, nonostante la consapevolezza della propria fragilità dovuta alla malattia che lo tormentò nel corpo. Il giovane poeta colpito dalla tisi non rimase un malato abulico, che
aspettava rassegnato la morte, ma contribuì con il proprio lavoro agli ideali e ai valori della patria, della famiglia e all'accettazione del dolore come via di purificazione e dominio sul
proprio Io.
EVOHE- LIEO
Evohè! Lieo! Le baccanti chine / in lente e molli danze turbinose, / col crine circondato dalle rose canine, / fendono i volti pallidi d'ebbrezza / nell'orgiastico rito della vita, / le
membra alabrastrine e un'infinita carezza. / Hanno gli occhi velati, pieni d'ombra / le labbra rosse, rami di mortella / pompinei rami sulle tempie. / Nella prenombra, si contorcono, danzano, e
le crude carni / splendono , al fuoco: quasi sembra / che ardono tutte insieme, nelle membra ignude. / Ti pongo questa coppa vuota. / Versa il vino giallo, fervido spumante. / Lanciami sulle
braccia una baccante perversa. / Io succhierò sulle sue labbra, piano il vino / che tu mi offri con l'oblio; e tu, nell'ombra, / tu sogghigna , o Dio Pagano.
Berardelli Franco ( pubblicata sul giornale "Cronaca di Calabria" il 30/5/1926)
Di Gli amici di Franco Berardelli
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Pubblicato in : poesia e critica letteraria
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