Sabato 17 ottobre 2009
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L'adolescenza nel linguaggio comune sta a indicare quel periodo di vita compreso tra la fanciullezza e l'età
adulta.Alcuni studiosi sostengono che l'adolescenza comincia nella biologia (pubertà) e finisce nella cultura (società). Durante l'adolescenza infatti si verificano una serie di cambiamenti
radicali che riguardano il corpo (maturazione biologica), la mente (sviluppo cognitivo) e i comportamenti (rapporti e valori sociali). Secondo Freud l'essere umano è adulto, quando è in grado di
amare e lavorare. La maggior parte degli psicologi collocano l'inizio e la fine dell'adolescenza tra gli 11-12 anni e i 18-19 anni, altri la prolungano fino ai 25-26 anni.
Sulla base della conoscenza possiamo affermare che la "miscela" dell'adolescenza si conclude verso i 18 anni età in cui i ragazzi e le ragazze diventano maggiorenni; maturi per
assumere impegni affettivi, per vivere esperienze di intimità, per iniziare una propria carriera lavorativa.
Sulla rivista " I diritti della scuola" del 1934 ho trovato una breve nota sulla "adolescenza" scritta dal prof. G.M.Ferrari dedicata a Franco Berardelli.
Adolescenza
Per il poeta adolescente
Franco Berardelli
Adolescenza è poesia, e il canto dell'adolescente è il canto dell'allodola che, nella notte ancor fiorita di stelle,
annunzia i primi bagliori del giorno. Più e più splendida la luce avanza, e fra sogno e sogno nell'anima commossa vibra l'eco di quel trillo giocondo. L'adolescenza è
poema d'ispirazione e di bellezza, nel quale sono fusi, in un concerto armonioso, la purezza del cuore e il fuoco dell'affetto, la tenera malinconia e l'impeto della passione. Il poema
è profumo, è colore, è canto, melodia, che sembrano sintetizzarsi in un solo dolcissimo sospiro d'amore. L'adolescente e la poesia fin dal primo sguardo si adorano; amor muove ad amore, e una
malia irresistibile li avvicina e li trascina, e, malgrado i più duri ostacoli, fra speranze e timori si sposano, e la loro fedeltà è inalterabile. Se nubi di dolore, se funesti avvenimenti
vengono a turbare la loro unione, e bieche insidie minacciano di separarli a forza, essi si riuniscono per sempre nella tomba, e l'angelo della morte, con le sue ali, in una gloria di sole
protegge la loro divina umanità del loro amplesso.
" Coprite la tomba
col lembo del cielo
ch'io guardo".
Testamento
Questo lembo di cielo / ch'io guardo, ed è sempre lo stesso, / grigio, uniforme, monotono / come un sudario / di nebbia / che copre e avvolge l'azzurro e stanca lo
sguardo / mi sembra sia l'ultima cosa / ch'io forse vedrò con piacere. / Perchè sono stanco / di tutto; di vivere ancora / in questa dimora! / Vedere due volte volte al giorno / un camice bianco,
/ che chiede con voce uniforme: / Ha febbre? Non mangia ? Non dorme ? / Sentire parole, parole, / da la stessa bocca. / Pensare che forse mi tocca / morire / tra poco./ Ebbene quando morrò / non
voglio ne il salice triste / che copre la tomba d'un mio / fratello maggiore, / nel cimitero di Pere Lachaise.* / Non voglio ne l'ombra dei verdi / cipressi, ne un fiore, / sul marmo /
che chiuderà le mie ossa, / non vane parole / scolpite, / null'altro che il sole / e l'oblio. / Tu, Padre / che vedi sfiorire / la mia giovinezza / ad ogni soffio di vento, / quest'è il
testamento/ che, senza tristezza / ti lascio. / Coprite la tomba / col lembo del cielo / ch'io guardo, ed è sempre lo stesso / grigio, uniforme, monotono, / come un sudario. / Han circondato
d'aiole / i recinti / dove riposano i vinti, / e di sole. / Han chiuso lo steccato / con l'edera e coi glicini; / hanno murato le porte / coi fiori vermigli / forse, perchè somigli, / a chi
giunge da fuori, / la casa della Morte / un parco abbandonato.
* Chi sarà il fratello maggiore sepolto a Pere Lachaise?
Alfred de Musset (1810-1857),
Oscar Wilde (1854-1900)
G. Apollinaire (1880-1910) ?
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