La maturità è tutto- tutto sta ad essere pronti- sono espressioni scritte e dette da Shakespeare. La consapevolezza è quella di accettare quello che il destino ci riserva. Nel 1929 Berardelli pubblica sulla rivista “Nuova Cultura” di Napoli un poema di nove poesie dal titolo “Fiamma” dedicate alle donne amate e desiderate. Poesie che ci aiutano a capire la disposizione d'animo con cui Berardelli ha vissuto il suo dramma tra il cerchio della solitudine e l'altalena di una speranza di guarigione.
Le nove poesie di “Fiamma” ispirate tra il 1927 e il 1929, sette in italiano e due in inglese con traduzione, non sono soltanto un piccolo canzoniere d'amore, di una straordinaria vibrante tenerezza, ma assumono un significato più vasto, vanno considerate come un consuntivo di una esperienza umana,artistica e poetica di Berardelli. Il poemetto “Fiamma” apparso sulla “Nuova Cultura”sono esperienze amorose vere e/o false del giovane poeta martiranese. A quel che si dice il poeta fu preso dai lacci dell'Eros, durante gli anni universitari con la poetessa Antonella G. e durante la malattia con una vivace creatura Maria Annina C. Le poesie pubblicate trascendono il fatto privato, pur senza mai astrarne del tutto anzi mantenendovi aderenti, e si sollevano a un consuntivo esistenziale di una purezza e di una concentrazione lirica assoluta. Lo stesso Berardelli sembra suggerirci una prospettiva esatta di lettura: “ E' il tutto e il nulla ma Amleto nel sogno dimenticherà il dubbio terribile e indomo ”. Berardelli si è sempre spostato verso il lirismo simbolico, non solo con le poesie d'amore, ma soprattutto con “L'altra cosa bella”.
“Fiamma” è una novità stilistica di grande rilievo; l'adozione di un verso breve, di una poesia che vuole essere
rivelatrice di un destino, così la donna si fa simbolo contraddittorio di vita e di morte. Il binomio amore e morte si rivela in tutta la sua drammaticità come forza di una storia d'amore che ha
un inizio e una fine. In “Fiamma” il poeta sembra abbandonarsi alla speranza che “l'amore” possa sorridere veramente anche per lui, far affluire la vita dal gelo intorpidito nel quale ormai
sembra esserci acquietato. La speranza di chi non spera più, e pur non facendosi illusioni è capace per un momento di assaporare tutte le dolcezze del sogno, di quello che potrebbe essere una
fiamma, una luce mattutina che splende sui versi e i madrigali, specie nelle poesie in inglese. C'è in “Fiamma” una pacata accettazione del destino, l'intima persuasione che la meta finale non
può essere la morte, il dolce nulla...Nella pacata rinuncia alla Vita, Berardelli può pensare senza intimo stringimento alla vita che continua per gli altri, al susseguirsi dei giorni, delle
stagioni, al paragone di questo eterno durare che la sua vicenda con le donne è stato solo un flirt, una piccola impercettibile increspatura della superficie dell'esistenza che si è subito
appianata.” ho terra, sii leggera su di lei poiché essa non gravò mai su di te.”
Un dolce pensiero fanciulla, / dormire sognare la felicità / nel grembo, che ancora non sa / l'amplesso segreto / dell'uomo. / E' tutto ed è nulla, / ma
Amleto / nel sogno / dimenticherà / il dubbio terribile e indomo./ Anch'io, / ho sete e bisogno / fanciulla, d'oblio !
Berardelli "Fiamma" 1929
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