Il primo sforzo è stato quello di trovare la naturalezza , la profondità e il ritmo d'ogni parola. Con” i Sonetti” Berardelli cercò di trovare una coincidenza fra la matrice tradizionale e la necessità espressiva del suo tempo. Per il giovane poeta era ancora possibile creare un mondo moderno, una poesia in versi, anche se in quegli anni si faceva prosa e poesia in prosa. Attraverso "i Sonetti”, Berardelli ci indica un'ancora di salvezza nel rileggere umilmente i poeti che cantano,egli non cerca Saffo, Foscolo, Leopardi, Shakespeare, Keaks, Shelley, Beethoven, Chopin, come persone ma cerca il loro canto. Il canto di tutti questi artisti li trova nel sonetto, nel bel canto italiano. Attraverso gli artisti “maggiori” ricostruisce il canto con una nuova capacità evocativa conquistata dalle parole. Egli si affida al sonetto come “materia immaginativa”ottenuta nella distanza della memoria,in quella “assenza” piena di risonanza di cui tanto spesso Berardelli ci parla. L'assenza” è il mondo lontano nello spazio e nel tempo che torna a udirsi vivo con il sentimento romantico della memoria e della fantasia. L'assenza è uno dei temi cari alla poetica berardelliana, presente come richiamo all'infanzia perduta,(la zia Serafina, il nonno, Martirano). Alla sua vita da “girovago” per sanatori e ospedali,(il padre, la madre, lo zio Michele, le sorelle). Alla sua innocenza catturata dalla tisi. L'assenza è la evocazione che rasserena l'uomo di pena, il miraggio a cui volgersi nel momento della sofferenza, il richiamo che scaturisce dal contatto tragico con la realtà come dato autobiografico e storia privata che emerge dalla dialettica tra esperienza e parola. Nei “Sonetti” pur se c'è una matrice biografica del poeta c'è anche il canto della gioventù perduta, la gioventù è già un concetto astratto rarefatta stagione di memoria. La memoria diventa testimonianza storica,storia e memoria si chiudono nel cerchio dei simboli e delle analogie,cosicché il poeta può ora recuperare la presenza degli “idoli” perduti,(Glauco,l'Aquilotto,Asburgo,Serra e Baracca). Il tema del mito del mito classico, i resti del passato vivono in lui uomo d'oggi, non fuori la storia ma dentro la storia, (la marcia su Roma). Il tema della religiosità riempie il “vuoto” e “l'eterno”,(la preghiera di V. Ierace, l'ultima cena,Getsemani, via crucis, l'ora sesta) sono i sonetti per un approdo a quella terra promessa dopo la nostra morte.
| Marzo 2010 | ||||||||||
| L | M | M | G | V | S | D | ||||
| 1 | 2 | 3 | 4 | 5 | 6 | 7 | ||||
| 8 | 9 | 10 | 11 | 12 | 13 | 14 | ||||
| 15 | 16 | 17 | 18 | 19 | 20 | 21 | ||||
| 22 | 23 | 24 | 25 | 26 | 27 | 28 | ||||
| 29 | 30 | 31 | ||||||||
|
||||||||||
Commenti recenti