Domenica 25 ottobre 2009
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Frank Gillest de Gattis appassionato cultore della poesia e della letteratura calabrese, a New Castle (USA) nel 1935
intitolò a Franco Berardelli l'Unione Calabro-Americana, della quale fecero parte i migliori elementi italiani e stranieri.
Legato e amico della famiglia Berardelli, alla morte del giovane che conobbe agli inizi della carriera letteraria non mancò mai di ricordarlo.De Gattis trasse ispirazione alle vicende
sentimentali del poeta, lodando l'ardire e l'abnegazione che Franco dimostrò in varie occasioni.
La breve monografia di Frank Gillest de Gattis, su "Franco Berardelli nella vita e nell'arte" (pubblicata nel 1940) è una buona biografia che tende però a presentarci il poeta
come un "fenomeno" un "prodige" per cultura e manifestazioni estetiche.
Secondo il de Gattis: "l'anima di Franco Berardelli è permeata di classicità, la sua sensibilità è squisita. Egli in metri antichi e nuovi,rende l'armonia della natura: lo si direbbe un
pittore per colorito che è nelle sue produzioni, scultore per il modo incisivo cui forma le sue immagini, musicista per la dolcezza del suono del suo verso spesso soffuso di armonie
imitative".
Per Frank Gillest de Gattis, il poeta Franco Berardelli è un genio della letteratura calabrese.
Frank Gillest de Gattis,(1880-1964)
Illusione
Tra i marmi che hanno un'anima / coi bronzi, che hanno vita / lo scultore avea creato / un suo piccolo sogno. / Chiuso, altero, possente / sembrava sfidasse la pietra, / scolpendo. / Con l'onda
dei sogni passati / risorse una bionda figura. / Lo scultore creò il suo dolore / di nuovo : rivisse la vita, conobbe la falsa dolcezza / rivisse la sua Giovinezza. / Il sogno vanì / vanì
nell'oblio / o mia sorella triste, / quello scultore son Io .
Attimo
E tu rivivi la malinconia / strana malata di quell'altro Male / nel carnevale. / E tu, nell'infinita / tua giovinezza, / nella futile ebbrezza, / rivivi il carnevale della Vita / Piccola mia
/ perfida, strana / tanto lontana / dal mesto cuore / così è l'Amore !
Incubo
"Senti il mio grido di belva feroce?" / Rido "Senti la voce che irrompe nel petto?" / Aspetto / M'aspetti? Ridi? / Ma ti celi nell'ombra / e nell'ombra segni il destino ; / coll'unghia di
sangue scrivi sul muro / il mio fato futuro. / Io non ti dico - Sgombra / le tenebre; scrivi al mattino.../ Io non ti mando gridi! Scrivi, occulta ed oscura, / scrivi! Non ho paura!
Da "voci nella notte"
Frank Gillest De Gattis
Di Gli amici di Franco Berardelli
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Pubblicato in : poesia e critica letteraria
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